Diario di Viaggio
Ha fatto tappa ad Ancona il “Viaggio in Italia. La Corte costituzionale nelle scuole”. Il giudice della Corte costituzionale Marco D’Alberti ha incontrato le studentesse e gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore “Savoia Benincasa”, polo scientifico, linguistico e tecnico-economico con oltre 1500 studenti.
L’incontro si è aperto con l’inno di Mameli, cantato da due studentesse del Liceo linguistico. Hanno portato i saluti istituzionali la Dirigente scolastica Maria Alessandra Bertini e la Direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale per le Marche Donatella D’Amico.
Il giudice Marco D’Alberti ha poi tenuto la sua relazione su “Partecipazione alla vita pubblica. L’insegnamento della Costituzione”, partendo dal ruolo fondamentale della partecipazione nella Costituzione, fin dalla sua genesi: “I membri dell’Assemblea costituente – ha osservato – erano cattolici, comunisti, socialisti, liberali, ma è dalla loro coesione e partecipazione, dai loro intenti e impegni comuni che è nata la Costituzione”. Ha poi illustrato ai ragazzi gli articoli in cui più si concretizza il concetto di partecipazione. L’articolo 2 parla della persona “sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”, prima di tutto nella famiglia. La partecipazione pubblica – ha proseguito D’Alberti – inizia nella scuola, di cui si parla all’articolo 34, che afferma che ”la scuola è aperta a tutti”. Qui ciascuno – ha osservato – “impara a comprendere i problemi degli altri anche se sono molto diversi dai suoi”.
D’Alberti ha poi ricordato le altre formazioni sociali. L’articolo 18 sancisce il diritto di associarsi liberamente, diritto che gli italiani, come ha ricordato il giudice, hanno dovuto conquistare, visto che nel periodo del Fascismo “la libertà di associazione era assolutamente compromessa”. Ha citato come esempi di associazioni quelle ambientaliste, sottolineando la grande sfida della tutela dell’ambiente, e quelle sindacali di cui parla l’articolo 39. “I sindacati sono stati essenziali nel nostro Paese per la tutela dei lavoratori e per le riforme sul lavoro”, ha osservato ricordando ad esempio la grande riforma agraria del 1950, che ha portato all’espropriazione delle terre alle grandi proprietà e alla loro redistribuzione ai piccoli coltivatori. Ha affrontato il tema del nuovo “caporalato urbano”, tristemente attuale per i casi di sfruttamento del lavoro dei rider. Ha parlato poi della libertà, prevista dall’articolo 49, di associarsi in partiti politici. Infine, le associazioni di volontariato, “esempi fondamentali di impegno e di partecipazione alla vita pubblica, pilastro della coesione sociale e della solidarietà”.
Nel riferirsi all’articolo 48 sul diritto di voto, diritto il cui esercizio – ha ricordato – è un “dovere civico”, ha sottolineato il calo progressivo della partecipazione, soprattutto fra i giovani: nel 1946 al referendum su Monarchia e Repubblica e all’elezione per l’Assembla costituente votò l’89% degli aventi diritto, nel 1948 alle elezioni politiche il 92%; dopo il 1980 il calo progressivo: 63% alle politiche del 2022, 49% alle europee del 2024, meno del 50% in molte elezioni regionali recenti. Questo significa – ha osservato – una “democrazia dimezzata”. Il problema dell’astensionismo volontario, causato da sfiducia, disinteresse, protesta, deve essere affrontato – ha detto D’Alberti – con metodi di lungo periodo: l’istruzione, la comunicazione, la cultura della partecipazione, l’educazione civica nelle scuole.
Un altro punto i social media, che consentono di ricevere in pochissimo tempo migliaia di informazioni e notizie, che però – ha osservato il giudice –“non sono ancora conoscenza”. Ezio Mauro e Zygmunt Bauman hanno scritto – ha continuato – che i social “collegano le nostre separatezze, che rimangono tali”. La digital community è quindi un’illusione di comunità perché accentua l’individualità. Ha ricordato il grave fenomeno della “polarizzazione”, “nemica della democrazia – ha osservato – perché la democrazia è coesione sociale, richiede confronto, anche con chi la pensa diversamente da noi”. E ancora, social network è rete sociale e “la rete – ha avvertito il giudice – è qualcosa che collega ma che può anche imprigionare”.
D’Alberti ha infine citato l’articolo 3, secondo comma, sull’eguaglianza sostanziale, che chiede alla Repubblica di eliminare gli ostacoli che si frappongono alla effettiva partecipazione di tutti alla vita sociale. “La partecipazione nelle formazioni sociali aiuta la tutela dei diritti, delle libertà, e aiuta la solidarietà perché è solo partecipando effettivamente che si ha il senso dell’altro. L’eguaglianza vera – ha concluso il giudice D’Alberti – chiede che sia assicurata la partecipazione effettiva di tutti noi alla vita pubblica”.
Sono seguite le domande libere degli studenti su diversi temi, fra cui la disaffezione al voto, la tenuta dei principi costituzionali di fronte ai mutamenti della società, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, la crisi dei partiti e dei sindacati, il nesso fra la fine degli autoritarismi e la nascita delle Corti costituzionali.
L’incontro si è concluso con la presentazione di due lavori delle classi: “Partecipazione alla vita pubblica. L’insegnamento della Costituzione”, illustrato dalla 5B dell’Istituto tecnico economico, e “Democrazia diretta e indiretta”, presentato dalla 5C del Liceo linguistico.
L’intervento del giudice D'Alberti
Il dibattito con gli studenti
TGR Marche
Il Podcast
Caterpillar intervista il giudice D'Alberti
Rassegna stampa e web
- Corriere dell'Umbria - La Corte costituzionale prosegue il suo viaggio tra le scuole
- Corriere adriatico - La Consulta arriva nelle scuole. Il Giudice D'Alberti oggi al Savoia
- TV centro Marche - La Corte costituzionale fa tappa al liceo Savoia di Ancona
- Agen parl - Arriva ad Ancona il Viaggio della Corte costituzionale nelle scuole

